O VAGABUNDO


Não seja triste assim, conceda-me um momento.
Feche os olhos, e escute, porque agora te conto
a história de um menino que fala com o vento...
confia-lhe os próprios sonhos, e o vento escuta atento.

Vivia atormentado, achava que era em vão.
Cresceu que nem um lobo e não sabia a razão.
Falava com a chuva, quando entristecido;
a chuva, sabe, escuta... chora, e cobre tudo.

Sentia-se incompleto. Seus dias eram sem cor.
Somente umas estrelas sabiam daquela dor.
E tão querida é a noite, quando você precisa;
o céu escuta sempre, não acusa e não critica.

Então, um belo dia, decide-se a partir.
Ninguém o entenderia, ninguém iria sorrir.
Buscava uma sereia, e pediu ajuda ao mar.
O mar antigo escuta, e sabe aconselhar.

Se olha no horizonte, talvez verá um navio,
e nele um vagabundo de coração vazio.
Dormia com a minha blusa, a que te dei outrora,
quem sabe se me escuta... cadê a sereia agora?

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Il Vagabondo

Non esser così triste, concedimi un momento;
brava, chiudi gli occhi… adesso ti racconto
la storia di qualcuno che parla con il vento.
Gli affida i sogni spesso, e il vento ascolta, attento.

Viveva tormentato dalla vita quotidiana,
vagava come un lupo, perché la gente è strana.
Parlava con la pioggia con l’animo distrutto;
la pioggia, sai, ti ascolta… piange… e copre tutto.

E quando lo sconforto prendeva il sopravvento
cercava le sue stelle, e resisteva a stento.
Perché cara è la notte, e il cielo, a chi ha bisogno.
Il cielo ascolta sempre, non critica il tuo sogno.

Ed alla fine, un giorno, decide di partire.
Nessuno lo capisce, o sa che cosa dire.
Lui cerca una sirena, e chiede aiuto al mare…
e il mare antico ascolta, e lo sa consigliare.

Se guardi all’orizzonte, magari c’è una nave,
con sopra un vagabondo dal cuore chiuso a chiave.
Chissà se dormi ancora con quella mia maglietta,

chissà se ancora ascolti… se la sirena aspetta.

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Davide (21-1-2009)

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